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Vacanze e disdetta per Coronavirus. Voucher o restituzione caparra?

Disdetta vacanze

Nell’attuale quadro emergenziale, che fortunatamente vede la fase più acuta in lenta attenuazione, inizia a farsi via via spazio tanto sulle testate nazionali quanto nell’opinione pubblica una questione che riguarda migliaia di Italiani e precisamente come comportarsi con riferimento alle somme già anticipate a titolo di caparra per l’acquisto di pacchetti turistici e pernottamenti in strutture ricettive alberghiere.

La tematica non è di immediata soluzione anche avendo riguardo alla legislazione emergenziale intervenuta e che andremo brevemente ad analizzare.

Per quanto riguarda le caparre versate per pacchetti turistici/strutture ricettive aventi ad oggetti viaggi previsti nel prossimo periodo di fine aprile e di inizio maggio, ossia ancora in pieno periodo di lockdown, l’articolo 28, comma 5 del Decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 (così come integrato dalla previsione dell’art. 88 D.L.17marzo 2020) ha previsto che, in caso di recesso da parte del consumatore, l’organizzatore possa offrire un pacchetto alternativo, restituire il prezzo o emettere un voucher di importo pari al dovuto, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

Nella prassi si sta quindi assistendo a proposte di rimborso a mezzo voucher, i quali sono spesso di durata superiore ai 12 mesi previsti.
Tale strumento di rimborso che chiaramente mira a tutelare un comparto – quello turistico – più di altri messo alle corde dalla crisi epidemiologica in atto, può non soddisfare le ragioni del consumatore.

Infatti il cliente potrebbe non essere in grado di fruire del voucher nel termine previsto o non averne più alcun interesse allo stesso per molteplici motivi. Viene quindi da chiedersi se abbia diritto alla restituzione della caparra versata (cosa che la disciplina emergenziale sembra escludere lasciando la scelta all’operatore) oppure no.

A parere di chi scrive, si deve  rilevare come l’articolo 28 comma 5 de D.L. n.9 del 2 marzo 2020 si pone in contrasto da un lato con l’articolo 1463 cod. civ. che disciplina il caso dell’impossibilità sopravvenuta  e che prevede quindi la risoluzione del contratto con conseguente diritto alla ripetizione delle somme corrisposte (anche a titolo di caparra), e dall’altro con la normativa europea,  ossia il Codice del Turismo (Dlgs 79/2011) che ha recepito la Direttiva 2008/122/CE.

Nello specifico  il Codice del Turismo all’articolo 41 (articolo che a sua volta ha recepito la Direttiva Europea 2015/2302) sancisce che se l’impossibilità non è dipesa da scelta del consumatore, ma da circostanze  inevitabili e straordinarie, questi ha diritto ad ottenere  il rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto turistico.

Tali  considerazioni sembrano quindi  non escludere eventuali azioni volte ad ottenere la restituzione monetaria di quanto versato a  titolo di caparra in luogo del voucher.

Un capitolo a parte merita la valutazione relativa a viaggi e vacanze prenotati in periodi estivi che attualmente non sono oggetto di  alcuna disciplina emergenziale.

Sul punto è evidente che al momento non si può parlare di sussistenza di cause di impossibilità oggettiva (non essendo ad oggi ipotizzabile la situazione epidemiologica da qui a qualche mese) e pertanto, in linea generale, è consigliabile in primis analizzare – come sempre!- il contratto ed eventuali assicurazioni stipulate, al fine di valutare la previsione di clausole disciplinanti il recesso senza penali, e in mancanza di previsioni favorevoli, attendere evitando di farsi prendere da panico e frenesia.

Infatti una disdetta effettuata ora per i mesi estivi può esporre al rischio di subire l’addebito  di penali di recesso eventualmente  pattuite nel contratto.

Chiaramente l’augurio principale è quello che la situazione attuale si possa risolvere per il meglio e che  nei mesi a venire si superi l’attuale scenario emergenziale di modo da poter tornare a godere del piacere di viaggiare quantomeno nel nostro Bel Paese.

Avv. Matteo Fochesato



 

Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Verona con Laurea Magistrale nel 2010, ha svolto sin da subito la pratica forense prevalentemente in ambito civile. Nel 2011 ha conseguito il titolo di Mediatore civile professionista e, ottenuta l’Abilitazione alla professione forense, ha intrapreso un percorso di approfondimento professionale nelle varie branche del diritto civile, con particolare riguardo al diritto bancario, al diritto contrattuale, alle esecuzioni civili, al recupero ed alla...