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Situazione di emergenza COVID ed art. 91 DL n.18-2020

Immagine di mascherine

La situazione di emergenza da COVID-19 e le relative misure di contenimento devono sempre essere valutate al fine di escludere la responsabilità del debitore per inadempimento e il conseguente obbligo al risarcimento del danno.

L’art. 91 del Decreto  Legge 18 marzo 2020, cd. “Cura-Italia”, reca una previsione di particolare interesse per i rapporti contrattuali, anche relativi a lavori, forniture e servizi.

Essa riguarda la responsabilità del debitore ai sensi dell’art 1218 c.c. (“Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato dall’impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”), per la quale il Decreto Legge prevede che il rispetto delle misure di contenimento da Covid-19 è sempre valutata ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore, anche ai fini dell’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse  a ritardati o omessi adempimenti.

In altri termini le misure definite dal Governo con i recenti DPCM e adottate dalle parti contrattuali, volte al contenimento della pandemia, assurgono per espressa previsione di legge a causa – da valutare di volta in volta – per affievolire o addirittura escludere ogni responsabilità in capo al debitore per il suo ritardato o mancato adempimento.

Tale previsione può quindi giustificare il ritardato o mancato adempimento da parte del soggetto debitore.

In sostanza, mediante tale previsione viene a vincolarsi il Giudice chiamato a valutare la responsabilità del debitore inadempiente assumendo l’esistenza di una causa che rende oggettivamente difficoltosa o impossibile l’esecuzione della prestazione.

Sarà poi necessario verificare caso per caso circa l’esistenza di un nesso di causalità fra le misure di contenimento da Covid-19 ed il mancato adempimento del debitore, ai fini della verifica di una legittima causa di impossibilità (temporanea e/o definitiva) della prestazione.
In sostanza, pur oggettivamente qualificando le misure di contenimento da Covid-19, quale causa non imputabile che rende impossibile la prestazione (o esclude le conseguenze della mora), è lasciato al Giudice il compito di vagliare nella fattispecie concreta il perimetro di concreta applicazione della norma. Tale verifica è di particolare interesse con particolare riguardo alle obbligazioni assunte nel periodo in cui le misure di contenimento da Covid-19 erano già in vigore.
Certamente appare rientrare nella fattispecie considerata il caso di sospensione delle attività dell’impresa a causa delle difficoltà di garantire la sicurezza dei lavoratori o di organizzare l’azienda al fine della prosecuzione ed i casi di provvedimenti che sospendono le attività.

L' Avv. Domenico Barbalace si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pisa nel 2000 ed ha conseguito l’abilitazione alla professione di Avvocato nel 2003. Ha da sempre associato alla pratica professionale un’assidua attività di formazione e di studio, avviata dopo la laurea sotto la guida di Vincenzo De Paola. Ha maturato una considerevole esperienza nelle operazioni di acquisizione e dismissione di partecipazioni in società e di cessione...